Per quanti sforzi faccia sia di tipo costruttivo con approccio cognitivo comportamentale ma molto più spesso transazionale (con le mie parti genitoriale, bambina e adulta che fanno a pugni in favore di un genitore crudele), dicevo per quanti sforzi faccia per tirarmi fuori da questo laghetto di merda dove sono immersa quasi alle narici non riesco a trovare un reale senso alla mia vita, un vero motivo per voler continuare a vivere per me stessa e non per gli altri.
Non ho nessun dubbio che se mi dovessi trovare sola porrei fine ai miei giorni. So da tempo che questo è il destino che mi aspetta se dovessi sopravvivere a mio marito o a mia sorella. Il mio papà è anziano e da quando ha perso la sua ragione di vita, che tante volte gliel'ha rovinata, cioè mia madre sembra che si sia messo in attesta dell'inevitabile corso degli eventi. È tenero con noi figlie anzi stravede per noi, ma è solitario, la gente lo annoia, non ascolta quando gli parli e ti chiede 10 volte la stessa cosa, distratto è preso da pensieri tutti suoi e il tempo che dedica alle persone e alle cose è sempre limitatissimo. Temo il giorno che se ne andrà ma mi sembra una cosa più naturale che perdere mia sorella o mio marito a questo punto della mia esistenza.
Ho orrore della morte. Soprattutto quella di concezione epicurea, meccanicistica o atea. La mia persona laica, anticlericale e agnostica ha comunque il terrore che dopo la morte non ci sia nulla, che non esista l'anima. La cultura cattolica che comunque respingo razionalmente è penetrata in me molto profondamente e da molto tempo.
Cioè io non posso pensare che i miei genitori non possano più incontrarsi, che non possa più incontrarli io, che non posso incontrare chi mi è caro.
Ma poi che senso ha aver sofferto una vita intera per un emerito cazzo?
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Se Dio esiste è Alanis Morrisette in Dogma. |