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lunedì 11 gennaio 2021

C'è vita dopo la morte?

 Per quanti sforzi faccia sia di tipo costruttivo con approccio cognitivo comportamentale ma  molto più spesso transazionale (con le mie parti genitoriale, bambina e adulta che fanno a pugni in favore di un genitore crudele), dicevo per quanti sforzi faccia per tirarmi fuori da questo laghetto di merda dove sono immersa quasi alle narici non riesco a trovare un reale senso alla mia vita, un vero motivo per voler continuare a vivere per me stessa e non per gli altri.

Non ho nessun dubbio che se mi dovessi trovare sola porrei fine ai miei giorni. So da tempo che questo è il destino che mi aspetta se dovessi sopravvivere a mio marito o a mia sorella. Il mio papà è anziano e da quando ha perso la sua ragione di vita, che tante volte gliel'ha rovinata, cioè mia madre sembra che si sia messo in attesta dell'inevitabile corso degli eventi. È tenero con noi figlie anzi stravede per noi, ma è solitario, la gente lo annoia, non ascolta quando gli parli e ti chiede 10 volte la stessa cosa, distratto è preso da pensieri tutti suoi e il tempo che dedica alle persone e alle cose è sempre limitatissimo. Temo il giorno che se ne andrà ma mi sembra una cosa più naturale che perdere mia sorella o mio marito a questo punto della mia esistenza.

Ho orrore della morte. Soprattutto quella di concezione epicurea, meccanicistica o atea. La mia persona laica, anticlericale e agnostica ha comunque il terrore che dopo la morte non ci sia nulla, che non esista l'anima. La cultura cattolica che comunque respingo razionalmente è penetrata in me molto profondamente e da molto tempo.

Cioè io non posso pensare che i miei genitori non possano più incontrarsi, che non possa più incontrarli io, che non posso incontrare chi mi è caro.

Ma poi che senso ha aver sofferto una vita intera per un emerito cazzo?

Se Dio esiste è Alanis Morrisette in Dogma.


martedì 22 dicembre 2020

Il fumo fammale

 eccomi, di ritorno dalla colazione con mio padre e con sciarpa e giaccone ancora addosso. Fisso lo schermo, faccio una capatina su fb (horror) faccio un giretto nella reading list che non ha nessuna intenzione di aggiornarsi e da anteprime di post vecchi di giorni.

 È prevista qualche fatica  culinaria nei prossimi giorni di festa e questo mi agita un po' aggiungendo ansia all'ansia. 

Ieri dicevo che sto conducendo una parvenza  di vita normale considerata il periodo storico (ma vivo comunque in zona gialla e non ho patito quasi nulla, anzi proprio per nulla)e la mia condizione clinica.

Però è una mezza menzogna: sono calma solo quando c'è mio marito, mi anestetizzo di documentari di cronaca nera e trascuro il resto delle cose che in teoria mi piace fare: leggere, lavorare a maglia, il corso di disegno. Mi ricordo quando ero una ragazza di 20 (21-22-23-24) anni, quando per non sentire il dolore e la paura che scaturivano dai miei stessi comportamenti disfunzionali fumavo tanto hashish. Ed diamine se era davvero una pessima idea! L'hashish è forte, fa venire paranoie e se non si è in una buona predisposizione esacerba tutto quelle che non andava bene prima dell'assunzione. Che brutti viaggioni ho fatto e le paranoie, le paure, le allucinazioni. Altre volte invece era divertente. Purtroppo per anni il consumo è stato praticamente quotidiano perché mi era insopportabile affrontare qualsiasi situazione se non adeguatamente equipaggiata. Comunque il mistero non è come mai fossi suscettibile alla dipendenza da hashish, faceva parte del mio disturbo di personalità, ma è perché non fumassi la marjuana! 

Ad ogni modo ho smesso di fumare qualsiasi cosa 13 anni fa.



Dabbie Harry

venerdì 30 ottobre 2020

Non c'è spazio per la perfezione

 Non sono una persona perfezionista ma soffro molto perché le cose che faccio non sono perfette.

Ma qui non c'è o non ci deve essere spazio per la perfezione.

Ogni mattina esco alle otto di casa, fuori c'è il mio papà ad aspettarmi in macchina, insieme andiamo a prendere mia sorella e poi colazione nel solito bar, io cornetto alla marmellata cappuccino e acqua gasata, mia sorella cannoncino di sfoglia alla crema cappuccino e acqua gasata, mio padre conchiglia di sfoglia alla crema e acqua. Ogni giorno lo stesso bar ogni giorno la stessa colazione anche se oggi mio padre in virtù del fatto che fossimo arrivati 20 minuti dopo il solito orario (i baristi ci avevano messo da parte le nostre paste) ha fatto colazione con una ichnusa da 33 e una pizzetta sfoglia (forse oggi qualcuno indovinerà in che parte d'italia vivo).

tipica colazione del pensionato proletario



Poi se non ho nulla da fare con mia sorella torno a casa e inizio a mettere a posto casa. Penso che le donne che leggeranno quanto sto per scrivere capiranno perfettamente la frustrazione e la pesantezza che il doversi occupare della casa, dei pranzi, degli animali o dei figli possa creare. È il carico mentale: il pensiero costante delle cose che ci sono da fare, cose che non saranno mai in ordine perfetto, perché se lavi in terra non hai il tempo di lavare i vetri, se lavi il bagno non hai lavato i fornelli. E poi la polvere. La polvere è il nemico giurato di chiunque si occupi in prevalenza della casa(solitamente donne). Non esiste panno swiffer, roomba, dyson che la raccolga tutta. La polvere è ovunque ed è in costante movimento. Sugli scaffali, sui mobili, sui tappeti, tra i libri, tra i cd e i vinili. Nei momenti più bui della depressione io penso alla morte e alla polvere.

Ma qui non ci deve essere spazio per la perfezione quindi sì, dopo la colazione con i miei torno a casa e faccio del mio meglio per tenere la nostra casa in ordine considerando che è molto grande, che viviamo con 3 gatti che vanno avanti indietro dal cortile. Quello che faccio non è perfetto ma è tanto e soprattutto non è scontato che io riesca ad affrontarlo. Un mese fa non ci riuscivo. Dovevo farmi aiutare perché occuparmi della pulizia della casa mi era intollerabile tanto stavo male e tanti erano i ricordi d'infanzia e adolescenza dove l'approccio con le pulizie era disfunzionale perché mia mamma (bipolare che non si curava) quando puliva e pretendeva lo facessimo anche noi era sempre arrabbiata, aggressiva, verbalmente violenta. Ho avuto modo di perdonare mia mamma ma quando sto male regredisco ad una fase in cui le aggressioni subite riaffiorano.

Quando termino di mettere in ordine cerco di dedicare del tempo a me stessa, ascolto musica, lavoro a maglia, faccio una chattata con le amiche, 25 minuti di cyclette.

Poi torna mio marito è sono come pacificata col tempo, con lo spazio, con me stessa. Torna sorridendo felice di vedermi e io divento una persona diversa, una persona che mi piace di più che ha voglia di scherzare (non si direbbe ma ho un discreto senso dell'umorismo), pranzare con un umore lieto ascoltando un disco (in questi giorni i Genesis di Peter Gabriel). Dopo di ché la giornata si è messa a posto e trascorre tranquilla tra un ferro a maglia e documentario di real crime.



Conversations with a Killer: The Ted Bundy Tapes, un nuovo cult dell'intrattenimento pomeridiano a base di stupri, occultamenti di cadavere e criminali psicopatici. 

lunedì 26 ottobre 2020

È fortemente raccomandato evitare

 Scrivo con le lacrime che, copiose, mi rigano il viso. Stava andando, tutto sommato, benino, i pensieri veloci e ossessivi di morte si erano placati, ridevo spesso e volentieri, la mia parte genitoriale aveva iniziato ad avere un'atteggiamento accogliente ed accudente verso la mia parte bambina tormentata dal dolore e i pensieri ossessivi. La psicoterapia dava i primi frutti e i farmaci iniziavano a fare effetto.

Poi ieri il nuovo dpcm. Quando l'ho letto ho provato fastidio perché in più di qualche punto ci ho trovato approssimazione e ingiustizia, ma non voglio discutere del decreto, non voglio fare un discorso politico. Voglio solo descrivere l'effetto devastante che ha avuto su di me questo punto:








In linea di massima non cambia nulla per gli spostamenti, non è un divieto ma una raccomandazione ad evitare. Sembra chiaro e invece io lo trovo controverso, cioè governo che cazzo vuoi che faccia? Che mi senta in colpa se prendo i mezzi per andare a fare un passeggiata al mare o ad andare a pranzo in centro con le amiche? O vuoi che mi senta virtuosa a rimanere a casa nonostante  non ci sia un divieto?

Ieri ho avuto un crollo, un attacco di panico come non me ne venivano da anni. L'incertezza su come agire e il terrore che questo dpcm sia solo l'anticamera del prossimo lockdown. 

Sono stata male anche stamattina, le gambe che tremavano, il gelo lungo la schiena e il cuore che mi usciva fuori dal petto. Sono ricorsa a una dose extra di En. Ero sola, sotto shock e dominata dal panico. Mi sto riprendendo ora dopo una telefonata con mio marito che ha deciso che domani andiamo a pranzo al mare. Il mare mi ha salvato tante volte in questi ultimi anni.

mercoledì 21 ottobre 2020

cacca

fonte


Oggi non ci siamo. Cioè le cose più o meno andrebbero benino nonostante la mia situazione. Eppure ho questa brutta sensazione addosso di cose lasciate indietro, trascurate, inconcluse. E poi faccio questa cosa orrenda di guardare cosa fanno le altre persone e sentirmi una merda di fronte ai loro successi, alle loro famiglie che si allargano, alla semplicità con cui sembra conducano la loro vita, al fatto che quando dicono di essere depresse in realtà siano tristi e quando dicono che sono ansiose sono semplicemente agitate.

Mi scopro invidiosa di attività artigianali/artistiche portate avanti e che finalmente raccolgono i frutti (io ho chiuso la mia qualche anno fa incapace di reggere i ritmi del lavoro autonomo), di bambini che vengono concepiti con facilità disarmanti (voglio dire, ci sono donne che rimangono in cinta trombando!), e poi le persone mentalmente sane i cui pensieri, comportamenti e reazioni seguono una linea tutto sommato fluida e sono stati in grado di procedere a tappe. Però poi parlano di depressione e ansia come se fossero degli stati d'animo e non dei disturbi mentali seri.

Non è finita qui. Il 10 ottobre c'è stato World Mental Health Day. Una cosa positiva direte voi, sì rispondo io. Eppure. Eppure per me è stato atroce leggere su instagram i post di tutte queste donne (seguo soprattutto donne attiviste femministe intersezionali) attivissime, con vite piene di significato, che parlavano dei loro disturbi mentali. Una di loro ha scritto un post con 2 foto, in una si vede lei tutta carina pettinata truccata a rappresentare il lato A della sua persona con un curriculum lunghissimo di cose speciali che ha fatto, il suo lavoro, i libri che ha scritto e tanto altro, poi c'è il lato B dove c'è sempre lei però in pigiama a letto con una faccia che non vuole affrontare la vita e il testo riportava l'elenco dei suoi disturbi mentali. Io di fronte al coming out dei dei disturbi mentali di queste donne valide, attive e che ammiro mi sento ancora una merda. 

Mi sento una merda perché invidio amici e conoscenti, mi sento una merda perché di fronte ad un'azione collettiva di normalizzazione della malattia mentale e lotta allo stigma sento un po' di rancore e invidia verso delle persone che mettono la loro vita privata a disposizione di tutte/i. Penso anche che loro possono "permettersi" di parlarne perché hanno già una credibilità dovuta ai loro successi e poi penso che io sentendomi in difetto perché di fatto non ho un lato A non ho il coraggio di parlare della malattia mettendoci la faccia. E infatti sono qui in anonimo.

A 42 anni con una bella famiglia, un rapporto splendido con mio marito, una bella casa e un tenore di vita modesto ma decoroso non so ancora chi sono.  Mi biasimo per non essermi realizzata anche se so benissimo che non avrei potuto e non mi rassegno al fatto che certe cose non le posso fare perché ne va del mio equilibrio. 

Mio marito mi dice che devo "solo" trovare la pace e vivere semplicemente la nostra vita, perché è bella,  perché noi due siamo belli, con un sacco di interessi in comune, anche se diversissimi l'uno dall'altra(lui è fra quelle persone che non sanno cosa sia un attacco di panico o un periodo di depressione), sempre in viaggio in giro per l'europa a trovare amici, per festival di musica rock e metal, ad assistere o a suonare (ora purtroppo fermi a causa del covid). Ci provo ma ho ancora tanto da mettere a posto dentro me stessa.


ma porca p***ana

  Ovviamente il fatto che nell'ultimo post abbia dichiarato di stare benino e che se strabuzzo gli occhi vedo un pallido bagliore all...