Scrivo con le lacrime che, copiose, mi rigano il viso. Stava andando, tutto sommato, benino, i pensieri veloci e ossessivi di morte si erano placati, ridevo spesso e volentieri, la mia parte genitoriale aveva iniziato ad avere un'atteggiamento accogliente ed accudente verso la mia parte bambina tormentata dal dolore e i pensieri ossessivi. La psicoterapia dava i primi frutti e i farmaci iniziavano a fare effetto.
Poi ieri il nuovo dpcm. Quando l'ho letto ho provato fastidio perché in più di qualche punto ci ho trovato approssimazione e ingiustizia, ma non voglio discutere del decreto, non voglio fare un discorso politico. Voglio solo descrivere l'effetto devastante che ha avuto su di me questo punto:
Ieri ho avuto un crollo, un attacco di panico come non me ne venivano da anni. L'incertezza su come agire e il terrore che questo dpcm sia solo l'anticamera del prossimo lockdown.
Sono stata male anche stamattina, le gambe che tremavano, il gelo lungo la schiena e il cuore che mi usciva fuori dal petto. Sono ricorsa a una dose extra di En. Ero sola, sotto shock e dominata dal panico. Mi sto riprendendo ora dopo una telefonata con mio marito che ha deciso che domani andiamo a pranzo al mare. Il mare mi ha salvato tante volte in questi ultimi anni.
