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venerdì 16 ottobre 2020

mi sento stranetta

La tremarella mattutina continua, ieri in torno alle 10 ho preso una dose extra di En ma visto che dopo un'ora non faceva effetto ho preso una seconda dose extra.
Di fatto ero seduta sul divano con la schiena dritta, il culo stretto e la sensazione di essere spacciata. Ero sicura che non avrei superato la mattina e che mio marito tornando dal lavoro mi avrebbe trovata mummificata sul divano con la schiena dritta, il culo stretto e una paresi di rassegnazione letale.
Eppure non ero sola, c'era mia sorella e di solito quando stiamo assieme anche se è una giornata di quelle che era meglio che non mi prendessi il disturbo di alzarmi dal letto, riesco a stare tutto sommato tranquilla o se proprio mi devo disperare inizio a piangermi addosso, a biasimarmi etc etc sino a quando gli occhi le si rivoltano all'indietro le esce la schiuma dalla bocca e allora mi placo.

Invece ieri no schiena dritta, culo stretto, paresi facciale e la morte dentro. Mi sono ripigliata un po' quando ho pulito la merda dei miei gatti e passato il swiffer per raccogliere i loro subdoli peli. Con la quantità che raccolgo ogni giorno potrei farne maglioni, tappetti, centrini. Insultare i miei gatti e i loro peli è un'azione che richiede una gran quantità di energie o perlomeno una quantità di energia che destinerei ad altro se avessi veramente voglia di fare qualcosa.
Stavo  per far fare una lista delle cose che mi piaceva fare un tempo ma sono convinta che Sconsy non ci vedrebbe niente di utile perché mi devo concentrare sul quì ed ora. Quindi se proprio voglio fare una lista deve riguardare tutte le piccole insignificanti cose che faccio ora e una volta scritta devo dare importanza e significato ad ogni mia azione.
Quindi niente lista oggi.

mercoledì 14 ottobre 2020

inquieta

Stasera sono inquieta, ho la tremarella e un po' di tachicardia (chissà se i battiti sono tutti uguali).

È il disagio dato dalla sensazione di non aver combinato niente in tutta la giornata quindi ora faccio una lista di cosa ho fatto oggi. (Questo è uno degli esercizi consigliati da Sconsy, scrivere le cose che faccio e riconoscerle)

8.30 al bar a fare colazione con mia sorella e il nostro papino tenero e burbero. È un appuntamento quotidiano. Dopo ho sistemato casa, anzi una parte (abbiamo un casa molto grande), lavastoviglie, lavatrice, swiffer (viviamo con 3 gatti), preparato un pacco da spedire (ho delle rimanenze dalla mia vecchia attività artigianale), ho preparato il pranzo, ho accolto con sincera gioia mio marito al suo rientro (gioisco ogni giorno quando torna a casa), pranzato, guardato un po' di youtube e netflix assieme a lui e nel mentre sferruzzavo un maglione per me.

È tutto lì nero su bianco, ho fatto un sacco di cose eppure mi sento inconcludente.

Sino a quando non farò pace col non essere diventata madre non sarò in grado di godere della mia vita che se la scrivo e la leggo è bella.

martedì 13 ottobre 2020

La grande lezione della mamma

 Mia mamma si prendeva cura di me amandomi molto. Ora io mi prendo cura di me amandomi davvero poco.

Venerdì scorso in seduta con Sconsy non c'è stato verso: al suo invito a rivolgere a me stessa le stesse frasi che mi diceva mia madre c'è stato un silenzio pieno di lacrime. Non ho potuto, non le ho riconosciute come frasi da attribuirmi.

L'esercizio di oggi è scrivere, oltre l'elenco delle cose che materialmente faccio, delle frasi consolatorie e di amore verso me stessa.

Nell'ultimo mese ho preso informazioni per iscrivermi in piscina, dato che occorre il certificato medico sportivo ho cercato e trovato uno studio medico specializzato, mi sono recata -da sola- alla visita. La visita ha evidenziato un'anomalia nel battito cardiaco -forse lo stress e l'ansia-, sono andata dalla mia dottoressa di base per farmi prescrivere tutti gli accertamenti richiesti dal medico sportivo. Ho trovato un ambulatorio dove le farò distribuite il 22 ottobre e il 5 novembre. Vado da sola alle viste di Lilli e le visite di Sconsy. In conclusione mi prendo cura di me con le azioni e i dati di fatto. 

Non mi dico che andrà tutto bene ma che andrà meglio. Merito di stare bene e di condurre una vita serena con i miei cari. Merito di vivere, merito di gioire sinceramente, merito di trovare la pace con me stessa e finalmente in pace vivere. Merito di volermi bene almeno un po'.

martedì 6 ottobre 2020

timidamente fiduciosa

 L'ultima volta che ho scritto ero in preda ad una crisi in cui ero paralizzata da pensieri velocissimi e ossessivi. Pensavo alla morte come soluzione. Quello stesso giorno ho visto Lilli e le ho detto cosa mi stava passando per la testa, come al solito mi ha chiesto quale metodo/mezzo avevo in mente per attuare il proposito (ingestione di intera boccetta di En eventualmente di un'altra di Xanax più compresse varie di En) e quanto forte fosse la volontà/pulsione a compiere il gesto in una scala da 0 a 100 (era 70).

Le ho detto che avevo paura, che non volevo morire e che questi pensieri non li riconoscevo come miei. Venivano da un buco nero e mi travolgevano.

Mi ha riprescritto il Litio (bentornati Nirvana) e aumentato la dose della Quetiapina.

A distanza di quasi due faticose settimane credo che i  farmaci inizino a fare effetto. Mi sento un po' più calma e timidamente fiduciosa.

Durante queste due settimane ho continuato ad andare al mare e nuotare nell' acqua ormai fresca. La sensazione di benessere è travolgente tanto da farmi ricordare la felicità.

Con Sconsi abbiamo stabilito che devo trovare un'attività da svolgere in autonomia per aiutarmi a costruire una nuova routine e per concedermi a me stessa qualcosa di bello. Una piccola attività propedeutica ad altre che vorrò affrontare una volta presa confidenza con i miei nuovi traguardi ma anche che mi rieduchi a volermi bene.

Ho scelto la piscina ma è tutto in sospeso perché durante le visite per ottenere il certificato medico si è scoperto che ho un'anomalia al battito cardiaco, quindi devo fare accertamenti. Molto probabilmente l'anomalia è causata dallo stress.


martedì 15 settembre 2020

Per cominciare partiamo dalla fine.

 Partiamo dall'ultima grande botta 2019/20.

Un'anno fa tornavo in terapia dalla mia storica e fidata psicoterapeuta. In questa sede, per  motivi di privacy, le verrà affettuosamente attribuito lo pseudonimo di Sconsy, mitico personaggio della grandiosa Anna Maria Barbera.

La rezione di Sconsy quando in seduta mi sente ripetere per la millemillesima volta che sono una fallita

Dicevo, tornavo da Sconsy perché poco meno di un mese prima era fallita la mia terza e ultima FIVET-acronimo di Fertilizzazione In Vitro ed Embryo Transfer - una delle tecniche più usate nella procreazione assistita. Come nelle precedenti due avevo prodotto un discreto numero di ovociti, poi lavorati per diventare 3 embrioni e trasferiti nel mio utero che esattamente 15 giorni dopo li  ha espulsi. Niente si può contro la natura e le leggi della probabilità (avevo un 10% di possibilità che andasse a buon fine). Quindi nulla, non sarei diventata mamma. E non lo diventerò. Cioè, vista l'età-42 anni- è assai improbabile. Che per me significa impossibile.

Avevo fallito. Era morto quel bambino che era nato nel mio cuore subito aver deciso di provare a rimanere in cinta. Un bambino che a dire il vero è sempre stato dentro dentro di me da che ho ricordi perché sono sempre stata istintivamente sicura che sarei stata mamma. 

A pezzi. Confusa. In lutto. Non me ne facevo, non me ne faccio, una ragione e volevo elaborare la perdita in una maniera tutto sommato sana in terapia. Con Sconsy, la mia rassicurante e fidata psicoterapeuta.

In oltre, dopo un periodo di diversi mesi in cui sono rimasta senza terapista al centro di salute mentale, mi veniva assegnata una nuova psichiatra al centro di salute mentale, che chiameremo Lilli.

Lilli perché mi ricorda Lilli Gruber. Sì ho la tendenza ad affibbiare pseudonimi a chi si prende cura della mia salute mentale (a posteriori posso dire che c'è stato anche un dottor Lewis perché parlava e balbettava e faceva smorfie come Jerry Lewis).

Dicevo, iniziavo gli appuntamenti con Lilli che seguiva la parte farmacologia e Sconsy la parte della psicoterapia. Ho pochi ricordi di quei primi mesi, sicuramente si lavorava sulla perdita, sulla preziosità del desiderio di maternità e si tenevano sotto controllo il livello dell'umore e dell'ansia. Era tutto sommato sotto controllo sino a dicembre quando si è rotto, di nuovo, qualcosa dentro di me. D'improvviso non mi interessava più nulla, ho ricominciato ad odiarmi, a desiderare di non essere mai nata o di non svegliarmi mai più la mattina. Pensieri di morte. Un nuovo episodio di depressione maggiore da manuale che si affiancava, intrecciava e sovrastava l'episodio di depressione reattiva che stavo vivendo sino a quel momento. 

La mattina che mi è stato prescritto il litio piangevo e ripetevo che non mi sopportavo, mi vergognavo e non ne potevo più di me stessa nel mentre nella mia testa partivano i Nirvana come colonna sonora  appena ho sentito la parola litio.

ma porca p***ana

  Ovviamente il fatto che nell'ultimo post abbia dichiarato di stare benino e che se strabuzzo gli occhi vedo un pallido bagliore all...