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martedì 6 ottobre 2020

timidamente fiduciosa

 L'ultima volta che ho scritto ero in preda ad una crisi in cui ero paralizzata da pensieri velocissimi e ossessivi. Pensavo alla morte come soluzione. Quello stesso giorno ho visto Lilli e le ho detto cosa mi stava passando per la testa, come al solito mi ha chiesto quale metodo/mezzo avevo in mente per attuare il proposito (ingestione di intera boccetta di En eventualmente di un'altra di Xanax più compresse varie di En) e quanto forte fosse la volontà/pulsione a compiere il gesto in una scala da 0 a 100 (era 70).

Le ho detto che avevo paura, che non volevo morire e che questi pensieri non li riconoscevo come miei. Venivano da un buco nero e mi travolgevano.

Mi ha riprescritto il Litio (bentornati Nirvana) e aumentato la dose della Quetiapina.

A distanza di quasi due faticose settimane credo che i  farmaci inizino a fare effetto. Mi sento un po' più calma e timidamente fiduciosa.

Durante queste due settimane ho continuato ad andare al mare e nuotare nell' acqua ormai fresca. La sensazione di benessere è travolgente tanto da farmi ricordare la felicità.

Con Sconsi abbiamo stabilito che devo trovare un'attività da svolgere in autonomia per aiutarmi a costruire una nuova routine e per concedermi a me stessa qualcosa di bello. Una piccola attività propedeutica ad altre che vorrò affrontare una volta presa confidenza con i miei nuovi traguardi ma anche che mi rieduchi a volermi bene.

Ho scelto la piscina ma è tutto in sospeso perché durante le visite per ottenere il certificato medico si è scoperto che ho un'anomalia al battito cardiaco, quindi devo fare accertamenti. Molto probabilmente l'anomalia è causata dallo stress.


martedì 15 settembre 2020

Per cominciare partiamo dalla fine.

 Partiamo dall'ultima grande botta 2019/20.

Un'anno fa tornavo in terapia dalla mia storica e fidata psicoterapeuta. In questa sede, per  motivi di privacy, le verrà affettuosamente attribuito lo pseudonimo di Sconsy, mitico personaggio della grandiosa Anna Maria Barbera.

La rezione di Sconsy quando in seduta mi sente ripetere per la millemillesima volta che sono una fallita

Dicevo, tornavo da Sconsy perché poco meno di un mese prima era fallita la mia terza e ultima FIVET-acronimo di Fertilizzazione In Vitro ed Embryo Transfer - una delle tecniche più usate nella procreazione assistita. Come nelle precedenti due avevo prodotto un discreto numero di ovociti, poi lavorati per diventare 3 embrioni e trasferiti nel mio utero che esattamente 15 giorni dopo li  ha espulsi. Niente si può contro la natura e le leggi della probabilità (avevo un 10% di possibilità che andasse a buon fine). Quindi nulla, non sarei diventata mamma. E non lo diventerò. Cioè, vista l'età-42 anni- è assai improbabile. Che per me significa impossibile.

Avevo fallito. Era morto quel bambino che era nato nel mio cuore subito aver deciso di provare a rimanere in cinta. Un bambino che a dire il vero è sempre stato dentro dentro di me da che ho ricordi perché sono sempre stata istintivamente sicura che sarei stata mamma. 

A pezzi. Confusa. In lutto. Non me ne facevo, non me ne faccio, una ragione e volevo elaborare la perdita in una maniera tutto sommato sana in terapia. Con Sconsy, la mia rassicurante e fidata psicoterapeuta.

In oltre, dopo un periodo di diversi mesi in cui sono rimasta senza terapista al centro di salute mentale, mi veniva assegnata una nuova psichiatra al centro di salute mentale, che chiameremo Lilli.

Lilli perché mi ricorda Lilli Gruber. Sì ho la tendenza ad affibbiare pseudonimi a chi si prende cura della mia salute mentale (a posteriori posso dire che c'è stato anche un dottor Lewis perché parlava e balbettava e faceva smorfie come Jerry Lewis).

Dicevo, iniziavo gli appuntamenti con Lilli che seguiva la parte farmacologia e Sconsy la parte della psicoterapia. Ho pochi ricordi di quei primi mesi, sicuramente si lavorava sulla perdita, sulla preziosità del desiderio di maternità e si tenevano sotto controllo il livello dell'umore e dell'ansia. Era tutto sommato sotto controllo sino a dicembre quando si è rotto, di nuovo, qualcosa dentro di me. D'improvviso non mi interessava più nulla, ho ricominciato ad odiarmi, a desiderare di non essere mai nata o di non svegliarmi mai più la mattina. Pensieri di morte. Un nuovo episodio di depressione maggiore da manuale che si affiancava, intrecciava e sovrastava l'episodio di depressione reattiva che stavo vivendo sino a quel momento. 

La mattina che mi è stato prescritto il litio piangevo e ripetevo che non mi sopportavo, mi vergognavo e non ne potevo più di me stessa nel mentre nella mia testa partivano i Nirvana come colonna sonora  appena ho sentito la parola litio.

ma porca p***ana

  Ovviamente il fatto che nell'ultimo post abbia dichiarato di stare benino e che se strabuzzo gli occhi vedo un pallido bagliore all...